avevo finito le medie ,i miei genitori decisero per il mio( forse) avvenire di farmi adottare da una zia che figli non ne aveva,sorella di papà,andai con lei in england a northampton,presi subito a lavorare in fabbrica avevo 14 anni,si 14 l'eta della spensiaratezza era quello il mio avvenire lavorare duro ,alzarsi alle 4 del mattino nebbia freddo sola in un paese che ne anche sapevi una parola ,mi sentivo muta,finivo alle cinque del pomeriggio dopo subito al colleg dove andavo a studiare l'inglese e fare il corso che ha 18 anni mi permettesse di entrare in banca come impiegata,la vita scorreva,la mia libertà quella che prima non avevo,li si rivelo ben presto peggio ,si peggio,niente amiche ,niente uscire,mai da sola accompagnata da una zia arpia, che lei diceva aveva la responsabilità e che nessuno si doveva avvicinare i ragazzi specialmente ,scuse di una pazza inaridita per figli che non aveva avuto e sfogava su di me il suddetto povero marito la sua malvagità, arpia ,violenta e cattiva il mio inferno,soffrivo ma guai a dir una parola e lamentarsi ,ma in fondo mi sentivo felice a confronto di vivere con dei genitori ancora peggiori,si nasce col proprio destino e nessuno te lo cambia ,avvolte pensi che qualcosa poteva accadere per andare via,ma credevo che le speranze erano vane.ma venne natale e la sorte volle che si facessero le vacanze in sicilia .e cosi come volle il destino durante i festeggiamenti mi affacciai alla finestra vidi lui ,lui mi fissava mi mandava con la mano dei baci ,io timida chiusi la finestra rossa come un peperone,e anche per la paura dei genitori.passavano i giorni di dicembre,stavo li alla finestra e puntualmente lui era li anche perchè lavorava fronte casa ,lo ignoravo e lui sempre li a stuzzicarmi ,come sempre il destino ci mise lo zampino chissà come mai mio padre mi mando a comprare della carne ,non c'erano i miei fratelli,e mi indico di andare proprio li,tremavo come una foglia la pancia era una ribollita,non volevo andarci ma non potevo dire di no sarebbero state botte,entrai era li con i suoi occhi verdi mi fissava ,io abbassavo gli occhi,che stupide a quei tempi non so se peggio o meglio.il fatto sta che lui non mi faceva andare via,faceva passare avanti gli altri clienti.da quel giorno si susseguirono sguardi da lontano e spesso andavo a comprare la carne,fin quando si decise e mi mise un bigliettino in tasca ,corsi a casa trepidando come una farfalla felice chissà che c'era scritto,aprii quel biglietto chiusa in bagno ,per paura di essere scoperta.vidi quel grande cuore dove c'era scritto ti amo mio piccolo fiore,sarai mia e nessuno ci dividerà,ma non sapeva che da li a poco me ne sarei andata,gli scrissi che non potevo e gli raccontai che sarei andata via presto,mi disse che avrebbe deragliato il treno e non mi avrebbe fatta partire.Mi innamorai ero disperata e non sapevo cosa fare poi ha 15 anni mio padre mi avrebbe,massacrata,e come sempre il destino volle che rimanessi o fortuna o sfortuna mio padre stette male ed io non ripartii più,inizio cosi il nostro amore timido e impacciato,ci incontravamo di nascosto ogni volta che mi mandavano a far la spesa,ci amavamo e ricordo ancora dopo sei mesi che stavamo insieme il primo bacio sotto un lampione che illuminava i suoi occhi verdi belli mi ci specchiavo dentro,un bacio casto e chi sapeva come si faceva ,la vergogna scappai ,ma lui mi strinse e non mi lasciò andar via,e poi e poi piano piano tutto venne da se ci siamo sposati ,son passati 39 e non si dimentica il primo e ultimo amore ricordando i migliori anni vissuti con lui,e posso dire che non lo scorderai anche quando poi col tempo cambiano mai ,il vero amore non si scorda mai nel bene e nel male.